Chi mi ricorda questo mostro? Il caso di dr. Cockroach
Non esiste un referente unico per il personaggio di dr. Cockroach, la sua è una figura tipica degli anni ‘50 e in particolare dell’horror, quella dello scienziato che travalica i limiti della scienza sperimentando su se stesso e ne rimane inevitabilmente mutato. Il mostro che una volta era umano.
Assieme alla sposa nessun’altro dei mostri è un essere umano, cioè ha avuto quella vita, quelle esperienze e quel vissuto da rinnegare non potendo più vivere con gli altri suoi simili.
La sua apparenza, il suo look, viene dritta dal cinema dei mostri giganti (una cosa molto di moda negli anni ‘50), mentre le sue origini sono uguali a quelle dello scienziato mutato del film La Mosca del 1958 di Neumann rifatto nel 1986 da Cronenberg. Dalle due versioni però dr. Cockroach prende qualcosa di diverso.
Innanzitutto l’apparenza: il volto deve essere mostruoso come quello di un insetto gigante ma non eccesivamente spaventoso. L’idea è stata dunque di prendere il modo con il quale negli anni ‘50 si semplificava la complessa anatomia degli insetti e fonderlo con il modo di disegnare nipponico.
I grandi occhi vacui che vediamo nel ragno gigante al minuto 1.17 in questo film diventano grandi occhi pieni, dunque espressivi, dunque rassicuranti.
Invece l’idea dell’essere venuto fuori da un esperimento mal riuscito e il fatto che il corpo sia da uomo e solo la testa di insetto si sono già viste, come accennato, in La Mosca del 1958, film nel quale appunto uno scienziato scambia alcune parti del suo corpo con una mosca per un incidente durante un esperimento.
Nel video qui sotto dal terzo minuto in poi vediamo il suo volto quanto somigli a dr. Cockroach e come l’abbigliamento sia con un camice da laboratorio, oltre alla classica reazione con urlo e svenimento della donna di turno.
Dal celebre remake di Cronenberg del 1986 (nel quale il protagonista non scambia parti anatomiche con una mosca ma diventa una mosca) viene invece l’immagine che si vede nel trailer di Mostri Contro Alieni, quella del protagonista che esce dalla cabina per il teletrasporto immerso nel fumo.
Infine una chicca che viene sempre da La Mosca del 1958, l’idea di una coscienza umana in un corpo da insetto minuscolo.
Se infatti lo scienziato ha corpo umano e testa di insetto, la sua testa umana sta invece sul corpo di un insetto che si vede solo al termine, in un’agghiacciante scena.
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